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CONGIUNTURA, TREND E INVESTIMENTI NEL SETTORE COSMETICO
- SECONDO SEMESTRE 2005 E PREVISIONI 2006 -
Rallentamento della crescita dei fatturati delle industrie cosmetiche e buona tenuta delle esportazioni.
Frena il mercato interno nella seconda parte del 2005.
Il 2006 si annuncia ancora più rallentato.
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Prosegue, anche se a ritmi ridotti, la crescita del comparto cosmetico in Italia, trainata prevalentemente dalle esportazioni, ma condizionata dalla difficoltà dei canali professionali e dalla flessione nel mass market. Il fatturato globale delle industrie cosmetiche, che dalle rilevazione dei dati a consuntivo 2004 era cresciuto del 3,8% rispetto all’anno precedente, rallenta, secondo le rilevazioni dei dati a pre-consuntivo del secondo semestre 2005 in aumento solo del 2,7%, trainato dalle esportazioni (previsione di continua crescita per il 2005 del 6,5%) e sostenuto essenzialmente dalle vendite nei canali specifici come farmacia ed erboristeria.
L’elaborazione dell’Indagine Congiunturale del Centro Studi e Cultura d’Impresa di Unipro, oltre alle indicazioni espresse dalle imprese, ha inevitabilmente dovuto considerare alcuni fattori che stanno condizionando le dinamiche di mercato. Tra queste, occorre sottolineare il costante rallentamento della propensione d’acquisto di beni di consumo da parte delle famiglie italiane; unitamente ad una modificazione delle propensioni al consumo che stanno condizionando pesantemente alcuni comparti del Made in Italy. A sostenere un settore ancora comunque attivo, sono infatti le esportazioni, cresciute nei primi otto mesi addirittura del 8,3% anche se sono attesi dati finali più normalizzati. Sul versantedei consumi interni, il secondo semestre 2005 chiude con una crescita della domanda di solo lo 0,5%, mentre per la prima parte dell’anno prossimo le previsioni indicano una inversione di segno che andrà monitorata con puntualità e attenzione.
I canali di vendita in Italia
Il costante raffinamento dei metodi di rilevazione, consente di proporre un’analisi di mercato specifica per i singoli canali di vendita in Italia.
Anche in questo caso si riscontrano andamenti rallentati e disomogenei rispetto alla chiusura dell’esercizio 2004.
Prosegue infatti, anche se in misura meno negativa , la fase riflessiva del mercato dell’acconciatura professionale, in calo dell’1% sia nel primo che nel secondo semestre 2005. Segnali ancora positivi vengono dal mercato dei cosmetici per le erboristerie che confermano nel 2005 una crescita attesa intorno al 4,5%.
Ancora depresso il mercato dei cosmetici venduti nei centri estetici: dopo alcuni esercizi negativi, nel primo semestre si osservava un’inversione di tendenza anche se a ritmi ancora molto rallentati. Nella seconda parte dell’anno è ripreso il trend negativo, a conferma di una instabilità diffusa del canale. Decisamente più dinamica è la crescita del mercato della farmacia, da tempo in significativo sviluppo, con ritmi medi di crescita del 5% previsti per tutto il 2005.
Altrettanto significativa è la contrazione prevista per la domanda di cosmetici nella grande distribuzione: dopo anni di crescite sostenute, con erosioni di quote di altri canali come ad esempio la profumeria, nel 2005 si attendono forti rallentamenti del ritmo di crescita in linea con quanto avveniva alle fine del 2004. Il fenomeno è molto importante per capire quale sarà il futuro dell’intero comparto: se cioè verranno privilegiati i canali specializzati o se assisteremo ad una modificazione dell’intero scenario del mercato cosmetico.
Dinamiche del comparto cosmetico
Grazie all’analisi di particolari indicatori industriali, il Centro Studi e Cultura d’Impresa di Unipro riporta le dinamiche registrate dal comparto.
Dal punto di vista occupazionale emerge un andamento costante, con previsioni di crescita: il 32,4% degli intervistati dichiara un aumento dei livelli di occupazione, mentre il 58,% dichiara un andamento costante. In termini di ampliamento della capacità produttiva, con riferimento agli investimenti in macchinari ed impianti, per il 65,8% degli intervistati si prevede un andamento costante, mentre per il 26,3% si prevede un aumento degli investimenti. Anche gli investimenti per l’ottimizzazione della capacità produttiva vedono un 18,5% degli intervistati che prevede un incremento degli investimenti in manutenzione, un 75,3% di previsioni di costante investimento e solo un 6,2% in diminuzione.
Gli investimenti in ricerca e sviluppo registrano un 51,3% di previsioni di andamento costante, un 42,9% di aumento degli investimenti, a testimonianza del valore riconosciuto alla qualità sia dei prodotti sia dei servizi Made in Italy, solamente un 5,8% degli intervistato prevede una diminuzione. Dalle ultime rilevazioni del Centro Studi emerge quindi una situazione ancora sostanzialmente positiva per un comparto industriale che, nonostante la situazione recessiva a livello nazionale e nonostante le forti tensioni sui mercati esteri, riesce a mantenere importanti livelli di competitività.
Esistono tuttavia alcuni segnali che possono trasformarsi in pericolosi elementi di crisi.
Sicuramente lo scenario del comparto, per quanto riguarda il mercato interno, è caratterizzato sempre più da andamenti disomogenei. Ciò accade anche all’interno dei singoli canali di vendita con situazioni differenti tra azienda e azienda, con evidenti vantaggi per chi ha saputo attivare per tempo politiche di nicchia.
Altro pericoloso elemento è la costante diminuzione dei volumi in quantità, più di quelli in valore; quindi se da un lato non vengono intaccati i margini operativi, dall’altro sono evidenti i fenomeni di riduzione dei consumi reali. |
<<< Secondo semestre 2005
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